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Nasce Impasto Sociale, il nuovo laboratorio di panificazione

È stato inaugurato giovedì 7 novembre nella sede in via Gardesane il nuovo laboratorio di panificazione della Cooperativa Sociale Centro di Lavoro San Giovanni Calabria. Impasto Sociale si aggiunge alle numerose aree di inserimento lavorativo della Cooperativa e coinvolge Società Agricola Pernigo e Mercanti Azienda Agricola nella creazione di una filiera virtuosa per la produzione di pane, basi per pizza e focacce, favorendo al contempo l’inclusione di persone appartenenti a categorie svantaggiate.

La nostra Cooperativa Sociale torna a fare panificati proseguendo l’esperienza passata del laboratorio e negozio Artebio a Bussolengo. Il nuovo Impasto Sociale va a completare l’offerta del settore food, che comprende già il Catering dello Speziale, un servizio di catering sociale per eventi aziendali e privati; la Gastronomia del Mercato, con distribuzione al banco di piatti freschi presso Galleria Filippini il Mercato Coperto di Campagna Amica Verona; il servizio mensa presso alcune aziende del territorio e la mensa universitaria in convenzione con ESU, sempre in Galleria Filippini.

«Lavoriamo quotidianamente con realtà ben radicate del territorio e sempre più aziende stanno comprendendo l’importanza dell’inserimento lavorativo a beneficio di tutta la società» sottolinea Paola Padovani, Direttrice generale della Cooperativa. «Il progetto è stato possibile anche grazie alla consolidata collaborazione con le aziende agricole Pernigo e Mercanti, con le quali abbiamo attivato una filiera breve e controllata per la produzione conto terzi di panificati, soprattutto basi per pizza e focacce, ma il nostro obiettivo sul lungo termine è creare nuove sinergie virtuose e coinvolgere altre imprese veronesi. Impasto Sociale dunque non è un semplice forno, è un nuovo tassello di opportunità professionali per quelle fasce di popolazione spesso dimenticate dal mondo del lavoro o che, per motivi diversi, fanno più fatica a entrarvi».

Secondo l’art. 4 della L. 381/91 che disciplina le cooperative sociali, almeno il 30% delle risorse impiegate deve essere costituito da persone svantaggiate. «Ogni attività che la nostra Cooperativa avvia è pensata nell’ottica dell’inserimento lavorativo di persone in condizione di fragilità, che poi è la mission che portiamo avanti da quasi cinquant’anni» ricorda Rachele Nicolis, Coordinatrice dei servizi socio-assistenziali. «Nelle 6 macroaree di servizi l’anno scorso abbiamo impiegato 53 lavoratrici e lavoratori svantaggiati, oltre ad aver coinvolto 31 giovani in tirocini di inclusione sociale come servizio di tipo A in collaborazione con gli enti territoriali. Nel corso degli anni alcuni di questi hanno visto un passaggio a contratto di lavoro con la Cooperativa e quando succede è una grande soddisfazione per tutti».

 

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